CONTRIBUTO SCRITTO su A.C. 1902

“Conversione in legge del decreto-legge 31 maggio 2024, n. 71, recante disposizioni urgenti in materia di sport, di sostegno didattico agli alunni con disabilità, per il regolare avvio dell’anno scolastico 2024/2025 e in materia di università e ricerca”

On. Presidente, On.li Commissari, l’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici (A.N.DI.S.) ringrazia per essere stata consultata sul disegno di legge sopra richiamato, specificando che si soffermerà sui Capi II e III. Capo II – Disposizioni urgenti in materia di sostegno didattico agli alunni con disabilità Ci troviamo in sintonia con le intenzioni di incrementare il numero di docenti specializzati sul sostegno didattico agli alunni con disabilità, che, come si evince dai dati forniti dallo stesso MIM, risulta decisamente marcato nelle regioni del nord. Nell’Art. 6 si afferma che in via straordinaria e transitoria, in aggiunta ai percorsi di specializzazione sul sostegno previsti a legislazione vigente (“TFA sostegno”), che rimangono affidati ordinariamente alle università, la specializzazione sul sostegno agli alunni con disabilità potrà essere conseguita, sino al 31 dicembre 2025, anche mediante il superamento di percorsi che saranno attivati dall’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE). L’offerta formativa dei “percorsi INDIRE”, che si articolerà in almeno 30 crediti formativi, potrà essere, in ogni caso, erogata anche dalle università, autonomamente o in convenzione con l’INDIRE, in aggiunta ai percorsi universitari. Riteniamo che il percorso tracciato nella norma, riservato a quei docenti che abbiano prestato servizio su posto di sostegno per almeno 3 anni, anche non continuativi nei 5 anni precedenti, vada nella direzione di superare la carenza ormai cronica di personale docente specializzato. Art. 8- L’A.N.DI.S. si è espressa su tale punto in occasione del Consiglio Nazionale, svoltosi dal 9 all’11 maggio 2024 a Battipaglia (SA); in particolare pur sostenendo la necessità di garantire la continuità educativa e didattica soprattutto agli studenti con particolari fragilità, ritiene che la misura suggerita, relativa alla conferma, su richiesta delle famiglie, dei docenti di sostegno precari, apra il fronte a diverse criticità. Nello specifico, la misura in parola: 1) Non appare realmente funzionale alla realizzazione di un efficace progetto di vita dello studente con disabilità, in quanto la richiesta dei genitori potrebbe essere condizionata da un coinvolgimento emotivo

2)Non è estesa a tutti i docenti della classe e, quindi, sembra non riconoscere il ruolo del docente specializzato per le attività di sostegno didattico come docente contitolare della classe 3) Appare discriminatoria nei confronti dei docenti curricolari, comunque responsabili della presa in carico dello studente in situazione di disabilità 4) Ingenera false aspettative nelle famiglie in quanto i numerosi vincoli da rispettare e previsti dal citato DDL lascerebbero la possibilità di conferma del docente di sostegno come eventualità remota. La continuità educativa e didattica sicuramente va garantita, ma per TUTTI gli studenti e, soprattutto, attraverso la stabilizzazione del personale precario e ponendo per tutti i docenti vincoli inderogabili relativamente la mobilità. Appare sensato quanto esposto nell’Art. 9 sul completamento della formazione entro l’anno in corso dei soggetti interessati alla predisposizione, organizzazione e attuazione dei procedimenti di valutazione di base, di valutazione multidimensionale e di redazione del progetto di vita, ivi compresi i docenti referenti per il sostegno, poiché fondamento della scelta di procedere alla sperimentazione è da ricercarsi nella necessità di avviare un’applicazione graduale delle nuove procedure, in considerazione sia dell’ innovazione da introdurre, sia dell’esigenza di verifica degli esiti. CAPO III – Disposizioni urgenti per il regolare avvio dell’anno scolastico 2024/2025 In merito All’Art. 11 riguardante le “Misure per l’integrazione scolastica degli alunni stranieri”, rileviamo che le percentuali di alunni stranieri neoarrivati in Italia sono più alte solo in alcune Regioni, tali da non dover generalizzare ed enfatizzare il fenomeno. Accogliamo la previsione dell’assegnazione di un docente dedicato all’insegnamento dell’italiano per stranieri con l’obiettivo di favorire il superamento delle barriere linguistiche ed una proficua frequenza scolastica da parte degli studenti. È importante poter disporre di risorse certe per permettere, con le modalità più adatte al contesto, interventi dedicati per tenere agganciati al percorso scolastico comune studenti che non avrebbero altre possibilità di inserimento nella società. Non va certo dimenticato che “l’acquisizione dell’italiano “concreto e contestualizzato per comunicare nel “qui e ora” è più rapida ed efficace nella situazione di apprendimento mista ed eterogenea, nelle interazioni quotidiane con i pari. (Linee guida MIUR per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri- 2014). Si rileva altresì la necessità di riattivare l’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura, organo di consultazione che ha tra i suoi compiti, quello di trovare soluzioni per un adeguamento delle politiche di integrazione alle reali esigenze di una scuola in costante trasformazione.

Le modifiche che si apportano alla valutazione dei Dirigenti Scolastici (Art. 13) prevedono la soppressione dei nuclei di valutazione dei dirigenti scolastici, senza specificare a chi sarà devoluta la funzione di tale nucleo, se non la previsione “che la gestione di tutte le fasi dell’intero procedimento (dall’assegnazione degli obiettivi ai dirigenti scolastici da parte dei Direttori degli USR, al caricamento dei dati e dei riscontri da parte dei dirigenti scolastici, alla valutazione) avverrà mediante una piattaforma digitale dedicata, permettendo un’interazione tra i diversi attori coinvolti secondo modalità trasparenti, razionali ed essenziali e superando anche l’attuale strumento del Portfolio.
Le esperienze relative alla Direttiva 36 del 2016 hanno presentato invero molte criticità distribuite, peraltro, in maniera disomogenea sul territorio nazionale. Le perplessità che ad oggi appaiono ineludibili attengono:
– alla necessità della ridefinizione e dello snellimento dell’intero processo di valutazione, fino ad oggi eccessivamente complesso ed articolato, pur se specifico e non assimilabile tout court ad altre categorie di dirigenza pubblica;
– alla valorizzazione della valutazione come processo di supporto allo sviluppo professionale del dirigente scolastico e non come momento di mero apprezzamento dei processi posti in essere.
Nella speranza di essere riusciti a dare un contributo tecnico e disinteressato al dibattito, rinnoviamo la disponibilità ad essere auditi in qualsiasi forma e modalità sulle questioni che riguardano il sistema nazionale di istruzione e formazione ed inviamo i più distinti saluti.


Roma, 20 giugno 2024

Il Presidente nazionale
Paola

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