di Mario Di Maio
“Ogni cambiamento culturale ha inevitabilmente
il suo corteo di scettici. È una reazione scontata e
prevedibile. Ma è una sciocca perdita di tempo
discutere se un cambiamento sia giusto o sbagliato,
perché quando è già in corso è soprattutto una cosa:
irreversibile.”
(Seymour Papert)
1.Premessa
Con la pubblicazione del D.M. n. 166 del 9 agosto 2025 e dell’allegato delle Linee-guida, il MIM ha fornito un quadro nazionale per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (o A.I.) nelle scuole italiane. Le Linee guida vogliono essere un riferimento normativo e valoriale per scuole, dirigenti, docenti, e studenti, definendo principi, requisiti e, in modo molto limitato, strategie d’intervento. È un Documento importante, perché la diffusione delle tecnologie di I.A. (applicazioni generative, sistemi di tutoraggio intelligente, analisi dei dati) solleva questioni complesse relative all’etica, alla privacy, all’equità nei riguardi degli utenti e alle competenze digitali.
Ad un primo esame, soprattutto nel Primo paragrafo, il Documento, che dovrebbe essere relativo alle indicazioni di tipo pedagogico e didattico dell’introduzione dell’ I.A. nelle pratiche scolastiche, fa riferimento a degli aspetti più legati ad una dimensione di tipo fortemente normativo, quando recita, nel paragrafo 1.1” La strategia e gli obiettivi del MIM”, che intende “offrire indicazioni volte a definire una metodologia condivisa ( di cui non si riescono a trovare che piccoli cenni nei passi successivi )per garantire la conformità alla normativa in materia di Intelligenza Artificiale e di protezione dei dati personali delle iniziative che saranno attivate dalle Istituzioni scolastiche nell’ambito della propria autonomia amministrativo/contabile, ai sensi del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275”.(1) Subito dopo sottolinea che il documento serve” a migliorare i processi organizzativi, gestionali, formativi e di apprendimento, a velocizzare compiti amministrativi ripetitivi”(2) e “a semplificare e ottimizzare i processi interni delle Istituzioni scolastiche attraverso l’automazione e la digitalizzazione delle attività amministrative (3), riducendo il carico operativo del personale scolastico e delle segreterie amministrative” aspetti importanti ma che, come vedremo in seguito, sono stati ritenuti da alcuni esperti delle indicazioni che trasformano le Linee-guida in un documento con “troppa burocrazia, poca didattica».(4)
Un primo accenno all’uso didattico viene fatto solo successivamente quando il Documento recita: “La diffusione dei sistemi di I.A. nell’istruzione è importante per promuovere un’istruzione e una formazione digitali di alta qualità e per consentire a tutti i discenti e agli insegnanti di acquisire e condividere le competenze e le abilità digitali necessarie, compresa l’alfabetizzazione mediatica, e il pensiero critico, per partecipare attivamente all’economia, alla società e ai processi democratici”(5)
2.Aspetti positivi
È chiaro che il Ministero ha, comunque, adempiuto ad un’operazione ormai necessaria, anche su input dei Documenti Internazionali, sia di quelli elaborati dall’ Unione Europea, sia di quelli dell’UNES.C.O.
Un primo aspetto rilevante che emerge dalle Linee-guida è la chiarezza di intenti e del quadro valoriale che si va a comporre e che vengono indicati alle Scuole. Esse definiscono in modo esplicito una serie di principi di riferimento: centralità della persona, equità, trasparenza, non-discriminazione, sicurezza, conformità alla normativa europea, dando così un “orizzonte di senso” alle iniziative che le Istituzioni scolastiche dovranno implementare. L’indicazione degli aspetti valoriali è più che utile perché mette in chiaro che l’I.A. non è semplicemente un gadget tecnologico, ma va inserita in un eco-sistema educativo con valori e diritti da rispettare.
Definisce un approccio organico e strutturato in quanto il documento non limita l’I.A. al solo ambito didattico, ma la considera anche nella gestione, nell’organizzazione della scuola, nel supporto ai processi amministrativi.
Inoltre, il MIM prevede un modello operativo che considera più figure (dirigenti, docenti, personale ATA, studenti) e più contesti.
Questo approccio è utile perché la digitalizzazione e l’I.A. riguardano tutto il sistema scuola, non solo le attività didattiche vere e proprie.
Le Linee guida, inoltre, nell’ambito della formazione e dell’alfabetizzazione digitale richiamano la necessità di far crescere le competenze digitali e di I.A. nel corpo docente, negli studenti, nel personale scolastico.
In un momento in cui essa entra nella vita quotidiana, prevedere l’“I.A. literacy” è sicuramente un segnale positivo.
C’è una particolare attenzione alla tutela dei dati, alla privacy e all’etica in quanto il documento richiama esplicitamente la conformità al GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati) dell’Unione Europea, sulla salvaguardia delle informazioni personali, sulla mitigazione dei rischi di bias (6) algoritmici, l’importanza della trasparenza e della sorveglianza umana sui sistemi. Questa diligenza è più che opportuna, perché uno dei rischi più grandi sarebbe l’adozione acritica di strumenti I.A. senza guardare agli effetti sui diritti degli studenti o sul trattamento dei loro dati.
Tra gli altri aspetti positivi c’è la previsione che le scuole possano partecipare a sperimentazioni, condividere progetti I.A., consultare “buone pratiche” e che sia attiva una piattaforma per supportare il tutto (es: la piattaforma “Unica”). L’invito a svolgere un’indagine che consenta una riflessione sulle attività implementate rappresenta un elemento importante: l’innovazione non può stare solo sui documenti, servono contesti reali, indagini e verifiche.
3. Incongruenze, limiti e aspetti da chiarire
Pur con questi punti di forza, il documento mostra alcune criticità o zone d’ombra che è bene evidenziare.
Il Documento presenta un’eccessiva teoria con poca concretezza didattica. Esso, infatti, richiama molti principi, requisiti e norme, ma appare più generico nei suggerimenti operativi nella didattica quotidiana: come usare concretamente l’I.A. in classe? Quali modelli di lezione? Quali esempi di feedback/valutazione? Manca quindi un “cosa-fare” concreto calibrato su discipline, ordini di scuola e livelli di competenza.
Per quanto riguarda le risorse, le infrastrutture e le disparità territoriali,
la visione è ambiziosa, ma non sempre è chiaro come si supereranno le differenze infrastrutturali tra scuole (connettività, dispositivi, formazione) e anche tra regioni. Ad esempio: nelle zone con minor dotazione tecnologica l’adozione dell’I.A. rischia di accentuare le disuguaglianze, se non accompagnata da interventi mirati. Qualche fonte lo accenna indirettamente, ma manca un piano dettagliato per superare questo “digital divide”. “Mancano esempi pratici e riferimenti pedagogici per supportare realmente docenti nell’integrazione didattica dell’AI.” (7)
Nelle Linee-guida i ruoli e le responsabilità risultano poco calibrati.
Esse affidano un ruolo molto significativo ai dirigenti scolastici e ai docenti nella governance dell’IA., nella supervisione, nel controllo dei sistemi. Tuttavia, non sempre è definito in modo preciso come tali figure dovranno essere supportate, formate e coadiuvate. Per esempio: chi valuta i fornitori del software specifico? Chi monitora i rischi? Quali risorse per il personale ATA?
La discrezionalità delle scuole è ampia: può essere un pregio, ma anche un rischio se non ci sono linee guida pratiche e un supporto concreto.
Sebbene il documento definisca un modello di adozione graduale, le tempistiche, gli step operativi e le modalità di valutazione non risultano sempre chiarissimi. Quando tutte le scuole dovranno essere coinvolte pienamente? Quali indicatori useremo per misurare il “successo” dell’IA. in ambito scolastico? Chi farà il monitoraggio? «Ci si aspettava forse un intervento che tenesse conto di quanto è già accaduto nelle scuole e soprattutto le pratiche».(8)
Se da un lato le Linee-guida mettono bene a fuoco rischi (bias, privacy, discriminazioni), dall’altro sembra che prevalga un’ottica di “controllo e tutela”, sempre presente negli ultimi Documenti ministeriali, rispetto ad un’attività di sperimentazione, nell’ambito dell’Autonomia delle Istituzioni scolastiche, dell’I.A., anche perché la sua introduzione dev’essere veicolata attraverso un progetto, articolato sugli step che vengono indicati, da sottoporre al vaglio dei Collegi Docenti ed inserito nel PTOF. Questa procedura piuttosto “tortuosa” può portare a un clima di prudenza eccessiva che rallenta l’innovazione o scoraggia docenti e scuole dal prendere iniziative più innovative.
Le Linee-guida richiamano l’I.A. come opportunità di personalizzazione, tutoraggio intelligente, adattività del percorso di apprendimento.
Non sono sempre chiaramente definiti i profili di competenza attesi per gli studenti, né come l’I.A. si interfaccia con la valutazione (es: esami, competenze trasversali) o con la dimensione etica e critica (uso responsabile, riflessione sulla sua utilizzazione). Senza un piano didattico ben articolato, l’I.A. rischia di essere un’aggiunta tecnologica e non un cambiamento strutturale.
4.L’azione del Dirigente scolastico
Il ruolo del dirigente scolastico nell’ambito dell’implementazione delle Linee-guida assume un duplice aspetto: quello di leader educativo e quello di organizzatore delle attività che, a livello amministrativo, devono essere svolte dal personale non docente, anche se “queste Linee-guida indicano tendenze possibili, più che adempimenti potenziali” (9)
In questo articolo si vuole privilegiare la riflessione sul primo aspetto che, comunque, tende ad intrecciarsi con il secondo.
La prima azione da realizzare è un’attività di formazione che consenta ai docenti di acquisire quelle competenze di tipo digitale necessarie per comprendere le problematiche relative all’introduzione dell’I.A. nelle classi anche per superare lo stereotipo che vede l’utilizzazione di questa branca dell’informatica come un pericolo dell’esistenza stessa degli insegnanti. L’obiettivo è di formare gli insegnanti sull’uso critico dell’I.A. non come sostituzione del docente ma come supporto (aiuto nella preparazione, differenziazione, feedback). In altre parole il dirigente dovrebbe invitare i propri docenti ad evitare quegli atteggiamenti “apocalittici” così ben delineati nel famoso testo di Umberto Eco che si riferiva ai mass media ma che possono essere prospettati anche per l’I.A.
Un ruolo importante per un’efficace formazione è svolta dal framework “DigiCompEdu” che tra le altre indicazioni, invita a “riflettere sulle pratiche digitali (sia individuali, che della comunità educativa), valutandole in modo critico e contribuendo attivamente al loro sviluppo, anche in collaborazione con i propri studenti.” (10) Le competenze descritte tendono a realizzare un bagaglio di conoscenze veramente esaustivo, anche se non c’è un riferimento particolare all’I.A. tanto che si prevede un aggiornamento del Documento in una versione .3.
Qualche suggerimento perché l’attuazione abbia successo:
· Indirizzare i docenti a progettare modelli didattici concreti (lesson plan, casi di studio, esempi per discipline) che li aiutino a muoversi nel complesso mondo dell’I.A.
· Favorire la partecipazione attiva degli studenti e delle famiglie: non solo come fruitori, ma come soggetti critici dell’utilizzazione di questa branca dell’informatica.
· Mantenere un bilanciamento tra controllo dei rischi e apertura all’innovazione didattica: evitare che il timore paralizzi le sperimentazioni.
Un altro aspetto importante che il dirigente dovrebbe considerare è il riferimento ai Documenti sull’A.I. che sono stati formulati a livello internazionale, sia quelli dell’Unione Europea, sia quelli dell’UNESCO. Dalla loro lettura si evince un allineamento sui principi: tutte e tre le fonti (Italia, UNESCO, CE) concordano su equità, trasparenza, tutela dati e sorveglianza umana mentre il documento italiano fornisce un quadro nazionale valido ma è più «generale» /operativo-strategico che pratico: mancano i dettagli didattici per discipline e un piano infrastrutturale dettagliato — esigenza su cui UNESCO e CE insistono con raccomandazioni concrete per capacity building e investimenti. Le due organizzazioni offrono indicazioni più forti sui fornitori e valutazioni d’impatto; la guida italiana ne indica la necessità ma lascia alcuni nodi, come ad esempio i criteri di scelta, non del tutto risolti.
Dalla riflessione sulle indicazioni redatte dagli altri Paesi europei, in modo particolare Inghilterra, Francia e Germania, scaturiscono altri suggerimenti per un’efficace introduzione dell’IA. nelle scuole, che trarrebbe vantaggio dalla realizzazione di un repository nazionale (o regionale) di risorse, piani di lezione, attività didattiche e materiali consultabili per alimentare strumenti I.A. affidabili.
Sarebbe necessario, inoltre, promuovere «campagne di cittadinanza digitale/I.A.» nelle scuole, invitando studenti a riflettere non solo sulla tecnologia ma anche sulle implicazioni etiche/sociali ed ancora creare partnership regionali/locali tra ministero, enti di formazione e università per sperimentare attività IA. integrate nelle discipline.
Un discorso a parte sarebbe quello di promuovere sperimentazioni pilota in discipline STEM/digitale che possano poi essere condivise e monitorare casi d’uso prima di essere utilizzati su larga scala.
In ultimo il dirigente dovrebbe invitare i docenti a prendere consapevolezza di alcuni importanti contributi realizzati da altre scuole o da reti di istituzioni scolastiche come il Documento, di estremo interesse, compilato dalla rete di scuole della Regione Friuli Venezia Giulia intitolato “Costruire il futuro”
5. Considerazioni finali
In sintesi, le Linee-guida del MIM sull’IA a scuola rappresentano un passo significativo. Il fatto che la scuola italiana si doti di un documento nazionale che considera etica, trasparenza, diritti, infrastrutture è sicuramente positivo e necessario.
Tuttavia, l’efficacia del documento dipenderà moltissimo dalla attuazione: come le scuole concretamente interpreteranno le indicazioni, come saranno effettivamente supportate attraverso la formazione, le infrastrutture e il budget assegnato, quanto si riuscirà a costruire una cultura dell’I.A. consapevole, critica e didatticamente inserita piuttosto che solo tecnologica.
L’introduzione delle linee-guida avrà successo se, da parte del Ministero, si garantirà che tutte le scuole, anche quelle in zone meno dotate, abbiano infrastrutture adeguate, dispositivi, connettività, formazione. Sarebbe, inoltre, necessario implementare una pratica finalizzata all’attuazione del provvedimento stabilendo indicatori e tempi chiari per la valutazione dell’introduzione dell’I.A. sia per quanto riguarda il numero di scuole coinvolte, sia per gli impatti sugli studenti e per la riduzione delle disuguaglianze.
L’integrazione dell’I.A. nella scuola, infine, non è solo questione di dotazioni o tool tecnologici: richiede politiche nazionali chiare, formazione docente, riflessione etica e piani didattici concreti.
Per l’Italia, le opportunità sono grandi, ma anche le sfide.
In ultima conclusione, queste Linee guida non sono un punto d’arrivo, ma una bussola: non impongono la rotta, ma aiutano a orientarsi in un mare ancora in movimento. L’intelligenza artificiale, se usata con consapevolezza, può diventare un vento favorevole che gonfia le vele dell’apprendimento, non una tempesta che travolge. Sta a noi, come comunità educativa, imparare a governare questa nuova imbarcazione: con il timone saldo nei valori, lo sguardo rivolto all’orizzonte e la volontà di trasformare una tecnologia complessa in un ponte verso opportunità più ampie perché la Scuola del futuro non sarà quella che teme le innovazioni, ma quella che insegna a navigarle.
(1) Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche, MIM, Versione 1.0 – Anno 2025
(2) ibidem
(3) ibidem
(4) C. Maurizio, Linee guida MIM sull’IA a scuola: troppa teoria, poca pratica, 1° settembre 2025, Agid
(5) Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche, MIM, Versione 1.0 – Anno 2025
(6) I bias nell’intelligenza artificiale si riferiscono a distorsioni sistematiche nei dati, algoritmi o processi decisionali che possono portare a risultati che sono ingiusti, discriminatori o non rappresentativi della realtà (da Agenda Digitale)
(7) Di Donato, Linee guida MIM sull’IA a scuola: troppa teoria, poca pratica1settembre 2025, Agenda Digitale
(8) ibidem
(9) Costruire il Futuro, Linee guida sull’utilizzo dell’IA in ambito scolastico, Rete di Scuole FVG
(10) DIgiCompEdu, Scuola Futura