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73 Convegno Nazionale ANDIS

  pubblicata il 29/09/2019

Categorie: Archivio 19 , iniziative andis nazionale

73° Convegno Nazionale ANDIS

SCUOLA DELL’INFANZIA E CONTESTI EDUCATIVI: TRADIZIONE, INNOVAZIONE, SVILUPPO

Concluso con la piena soddisfazione dei 110 partecipanti il Convegno nazionale che l'Andis ha voluto dedicare alla Scuola dell'Infanzia nel suo 50' anno scolastico di vita.
Dopo l'introduzione della coordinatrice della prima sessione Marianna Rusciano, vicepresidente del Consiglio nazionale dell'Andis, hanno portato i saluti istituzionali l'Assessore all'educazione del Comune di Parma Ines Seletti, il Sindaco del Comune di Montechiarugolo Daniele Friggeri, il Dirigente tecnico presso l'USR Emilia- Romagna Agostina Melucci, la Presidente dell'Andis Emilia Romagna Alessandra Francucci.

A seguire le relazioni del prof. Massimo Baldacci (Università di Urbino), del prof. Roberto Trinchero (Università di Torino) e del prof. Paolo Calidoni (Università di Parma).

Nel pomeriggio i convegnisti sono stati trasferiti con pullman nel vicino Comune di Montechiarugolo (sponsor del convegno), dove hanno potuto visitare la scuola dell'infanzia altamente innovativa "La città incantata".

Successivamente ci si è distribuiti in quattro gruppi di lavoro coordinati rispettivamente da Patrizia Enza (Opera Nazionale Montessori), Donatella Savia (Università di Pavia), Andrea Bobbio (Università della Valle d'Aosta) ed Elisabetta Musi (Università Cattolica di Piacenza).

La seconda giornata del 73° Convegno nazionale dell’ANDIS ha affrontato il tema “Contesti di apprendimento e progettazione degli spazi architettonici dedicati”.

Ad introdurre e coordinare la tavola rotonda il Dirigente Tecnico Giancarlo Cerini, il quale ha voluto esprimere, in apertura, il suo vivo apprezzamento per la scelta operata dall'ANDIS di dedicare un convegno nazionale ai temi della “scuola dei piccoli”. “Non si tratta di una fuga romantica: capire la delicatezza dei problemi che si affrontano nella prima infanzia fa bene alla leadership. Va dato atto che l’ANDIS ha sempre valorizzato la dimensione della leadership educativa, culturale e pedagogica”. Cerini ha poi sottolineato che la scuola dell’infanzia costituisce un ambiente di apprendimento e di orientamento, un contesto educativo, un ambiente sicuro in cui s’innesta l’esplorazione, in cui vanno perseguite sia la vicinanza che il distanziamento. Ha ricordato poi come in Italia esistano ben 13.000 nidi e 23.000 scuole dell’infanzia, a dimostrazione della capillarità (pur con differenze percentualmente sostanziali tra nord e sud) di un servizio rivolto alla comunità,  che si occupa dei suoi bambini, del loro futuro ed in cui, ad esempio la videosorveglianza può risultare in contraddizione con tali assunti.

La Prof.ssa Vanna Iori dell’Università Cattolica di Milano ha inizialmente ricordato il suo impegno legislativo, espresso in qualità di Senatrice della Repubblica, per l’istituzione della figura professionale del pedagogista anche nella scuola dell’infanzia, ma  non  si  è sottratta  alle  richieste  del  moderatore  sulla  videosorveglianza  generalizzata nelle scuole dell’infanzia. Ha poi incentrato l’attenzione sugli spazi, intesi come luoghi educativi in cui fare esperienza (erfahrung) e viverla (erlebnis), in cui arredi, forme e colori possono fare la differenza, in cui lo spazio  è alimentato dalla relazione, che si fa nido e non guscio. Ha sostenuto, inoltre, che è estremamente importante la formazione degli operatori, la consapevolezza del proprio ruolo, il lavoro di equipe, la condivisione di regole educative tra scuola e famiglie.

In seguito è intervenuto il Prof. Francesco Tonucci dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR che, definendosi esploratore del mondo dell’infanzia ed utilizzando citazioni ed esempi mutuati anche da ricerche sviluppate in altri paesi europei, ha sostenuto che i bambini non sono persone immature, in fieri. L’aula tradizionale costituisce per loro un luogo innaturale, perchè li considera tutti uguali e li costringe a stare tutti nello stesso luogo, a fare le stesse cose. Occorre passare ai laboratori, laddove l’esperienza scolastica diventa uno spostamento all’interno di spazi diversi, progettati per il fare. Riprendendo le parole di Loris Malaguzzi “il bambino ha cento lingue ma gliene rubano novantanove” il Prof.Tonucci ha ricordato che la scuola ha una sua concreta responsabilità, anche alla luce dell’art. 29 della Convenzione dei Diritti per l’Infanzia che recita: “l'educazione del fanciullo deve  favorire lo sviluppo della personalità del fanciullo nonché lo sviluppo delle sue facoltà e delle sue attitudini mentali e fisiche, in tutta la loro potenzialità”.  La scuola invece – ha concluso Tonucci – tende a valorizzare soprattutto gli apprendimenti in lingua e matematica e non le prestazioni espresse negli altri linguaggi.

L’architetto Maurizio Fusina ha presentato le scelte architettoniche adottate nella progettazione e nella realizzazione della scuola dell’infanzia di Montechiarugolo (visitata dai convegnisti nel pomeriggio del 27): un contesto di apprendimento che pone al centro un bambino immaginatore, sapiente, osservatore, affamato di nuovo, pensante, accogliente, manuale, scopritore, capace, artigiano. Un ambiente senza angoli come una piazza, che avvalora i centri d’interesse ed i luoghi d’incontro del bambino, in cui l’innovazione scioglie i confini e favorisce un accordo tra dirigente, docenti e genitori per costruire un’autentica comunità educante.

I lavori si sono conclusi con l’intervento del Presidente dell’ANDIS Paolino Marotta, il quale ha voluto dapprima rivolgere parole di ringraziamento ai relatori, agli organizzatori e ai partecipanti, complimentandosi per la piena riuscita dell’iniziativa. Marotta ha poi ribadito il forte valore educativo della scuola dell’infanzia, che dovrebbe vedersi riconosciuta la dovuta importanza all’interno degli Istituti Comprensivi, soprattutto nella stimolante prospettiva del sistema integrato 0-6. Rivolgendosi infine a Cerini, il Presidente ha assicurato che la connotazione psico-pedagogica e l’attenzione alla leadership educativa continueranno a caratterizzare i prossimi impegni dell’ANDIS.

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