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Coordinamento nazionale per le politiche dell'Infanzia e della sua Scuola - Comunicato sui fondi stanziati per lo 0-6, decreto legislativo 65-2017

  pubblicata il 22/11/2017

Categorie: Archivio 17 , News Andis

Coordinamento nazionale per le politiche dell'Infanzia e della sua Scuola

Comunicato sui fondi stanziati per lo 0-6, decreto legislativo 65/2017

È davvero strano come fatta una legge per creare un sistema integrato di servizi per l'infanzia e della sua scuola, in nome dell'Europa che riconosce l'importanza di una approccio precoce e il più possibile strutturato alla educazione di qualità a partire dai primi mesi di vita dei bambini quando si arriva alla distribuzione delle risorse faticosamente stanziate, proprio le realtà territoriali dove maggiore è la necessita di investimenti risultino penalizzate. E ciò è successo, con proclami vittoriosi da parte di decisori politici che hanno dato, rispetto alle regioni del centro nord, meno risorse a Calabria Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna e Campania. Il caso di quest’ultima è emblematico! Alla Campania, infatti, con popolazione "educativa" di zeroseienni pari a 361.191 bambini e una percentuale di iscritti pari al 10,38%, risultano assegnati 13,7 milioni di euro, rispetto alla Lombardia che, con 526.382 bambini, pari a una percentuale di 17,28% riceve un finanziamento di 40 milioni di euro. Ci si chiede a questo punto fino a quando dovranno essere freddi algoritmi che rispettano aridi criteri studiati a tavolino a risolvere i reali problemi delle famiglie alle persone in termini di sviluppo sociale e culturale. Il Coordinamento nazionale per le politiche dell'infanzia e della sua scuola chiede che l'obiettivo del 33% di copertura di servizi per l'infanzia sia supportato da politiche eque e coerenti e non da operazioni di immagine che sviano l'attenzione dalla reale opportunità di offrire servizi alla persona, non più a domanda individuale. Colmare il grande divario esistente nelle percentuali dei bambini tra 0 e 3 anni che usufruiscono dei servizi per l’infanzia, Lombardia e Calabria ne sono l’esempio, è senz’altro necessario e auspicabile. Il piano nazionale per l'infanzia previsto dal decreto 65/2017, senza una equa distribuzione di risorse e in assenza di una visione condivisa di sviluppo del sistema rischia di rimanere l'ennesima dichiarazione di intenti, se non peggio di distruggere ciò che finora faticosamente è stato costruito.
AIMC, ANDIS, CIDI, CISL SCUOLA, FLC-CGIL, FNISM, MCE,
SNALS- CONFSAL, UILSCUOLA
coordinfanzia@gmail.com
 

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