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Lettera al mondo della scuola, dell'educazione all'associazionismo

  pubblicata il 15/09/2019

Categorie: Archivio 19 , dal mondo della scuola

          LETTERA AL MONDO DELLA SCUOLA, DELL’EDUCAZIONE, ALL’ASSOCIAZIONISMO

Bandire dalla scuola ogni forma di discriminazione è il primo compito per educare alla democrazia e alla convivenza.

Il Tavolo Saltamuri, che riunisce oltre 130 associazioni e centinaia di scuole impegnate a difendere la Costituzione, propone una campagna che attivi per tutto l’anno iniziative didattiche nelle scuole e momenti di apertura alla cittadinanza sul tema della parità dei diritti.

Vogliamo avanzare delle proposte che diano un’adeguata prospettiva  all’introduzione legislativa dell’insegnamento dell’educazione civica, fornendo piste di lavoro sulla cittadinanza, la partecipazione, l’inclusione. Pur  sapendo che in un’ora a settimana non si può rispondere a tutte le emergenze di natura epocale che ci troviamo ad affrontare in questi tempi.

Invitiamo tutte le scuole a realizzare iniziative pubbliche nelle  settimane che vanno dal 9 novembre, anniversario della caduta del muro di Berlino[1], al 20 novembre, in cui festeggiamo i 30 anni della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata  dal nostro paese ( cfr. l. 176/’91)  ma in gran parte disattesa.

 Nelle scuole tutti i bambini e ragazzi sono per noi cittadini a pieno titolo. Per questo leghiamo questa mobilitazione ad un rinnovato impegno per l’approvazione di una legge sullo ius soli e ius culturae che li tuteli e dia loro piena cittadinanza fin da ora.

Ogni discriminazione è fonte di sofferenza, frustrazione, rabbia e talvolta violenza, e non possiamo tollerare che abiti nelle nostre scuole.

E’ nella trasformazione di ogni classe e di ogni scuola in una comunità aperta capace di accogliere ogni diversità che si alimenta e si costruisce l’amore per il sapere, che è conoscenza di sé, degli altri e del mondo. Per questo sentirsi di casa ed essere accolti è condizione dell’apprendere, perché i diritti, o sono universali e per tutti, o si chiamano privilegi.

 

[1] "Questa Europa, che aveva ritrovato la sua costruzione in anni recenti dall’abbattimento di un muro, sta creando altri muri. Non solo facendo diventare il Mediterraneo un muro, ma chiedendo ai paesi che accedono all’Unione Europea, come la Polonia e l’Ungheria, di creare confini peggiori di quelli che loro stessi hanno vissuto quando si trovavano al di là della cortina di ferro". (dall’ intervista a Mauro Palma, in  Cooperazione Educativa n° 3 del 2019, ed. Erickson) 

               

 

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