Attività opzionali aggiuntive nella scuola primaria
Autonomia scolastica e tempo scuola fino a 30 ore

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Autonomia scolastica e tempo scuola fino a 30 ore

Suonare a piene mani il regolamento dell’autonomia, con innovazioni di vasta portata che possono
interessare tutta la comunità scolastica, rende il tempo scuola non solo più interessante, ma soprattutto
libera risorse e incrementa le opportunità educative. Innovazione e autonomia diventano così le parole
chiave di una progettazione che parte dalla scuola primaria, attraverso la realizzazione di attività opzionali
aggiuntive in un tempo scuola esteso fino a 30 ore, utilizzando le risorse dell’organico dell’autonomia come
previsto dall’art. 7 del D.lgs. 59 del 19 febbraio 2004, attuativo della legge Moratti del 2003. A questo si
affianca un utilizzo innovativo di esperti interni ed esterni per potenziare l’offerta curriculare all’interno del
tempo scuola ordinario.

Nel tempo scuola fino a 30 ore, alle 27 ore dedicate agli insegnamenti curriculari è possibile aggiungere tre
ore destinate alla realizzazione di attività opzionali aggiuntive non curriculari, scelte liberamente dalle
famiglie e progettate in funzione delle risorse professionali disponibili nell’organico dell’autonomia, senza
oneri aggiuntivi per l’amministrazione, fatta eccezione per l’eventuale presenza di esperti a supporto di
specifiche attività. Il quadro orario risulta, quindi, articolato in 27 ore curriculari e 3 ore di attività opzionali
aggiuntive, di cui una può essere destinata alla mensa, per un totale massimo di 99 ore annue, nei limiti
delle risorse disponibili.

Fondamenti pedagogici, neuroscientifici e ampliamento dell’offerta formativa
Le attività opzionali aggiuntive rappresentano un’importante opportunità per sviluppare nuove competenze e
far emergere interessi latenti nei bambini, richiamando i costrutti dell’Intelligenza Multipla di Howard Gardner
che, già nel 1983 con la pubblicazione di Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligences, ha superato
l’idea di un’intelligenza unica e misurabile esclusivamente attraverso il quoziente intellettivo. L’intelligenza
viene così intesa come un insieme di capacità cognitive differenti, presenti in misura diversa in ogni individuo
e tutte potenzialmente sviluppabili.
Il cervello umano, nell’esecuzione delle funzioni cognitive, attinge costantemente al proprio bagaglio di
esperienze e di oggetti mentali costruiti nel tempo. L’acquisizione delle competenze non è, quindi, confinata
all’interno delle singole discipline, ma si realizza in una dimensione complessa e interconnessa, in linea con
la visione di Edgar Morin, ampliando l’offerta formativa oltre i rigidi quadri curriculari.

Le attività opzionali aggiuntive possono arricchire in modo significativo l’esperienza educativa degli alunni
della scuola primaria, promuovendo l’apprendimento attivo e l’esplorazione di linguaggi, competenze e
interessi differenti. Laboratori di lettura creativa, teatro e drammatizzazione, calligrafia, giochi matematici,
coding, esperimenti scientifici, educazione ambientale e outdoor learning, attività artistiche e manuali,
musica, movimento, sport, fotografia, produzione video, robotica educativa e attività di cittadinanza attiva
rappresentano alcune delle possibili declinazioni di un’offerta formativa ampia e flessibile.
Personalizzazione degli apprendimenti e valorizzazione delle risorse professionali
Tali attività favoriscono lo sviluppo di competenze trasversali, rafforzano la motivazione allo studio e
contribuiscono al successo formativo, incidendo positivamente anche sull’attrattività dell’istituto e sulle scelte
delle famiglie. In questo senso, la personalizzazione del tempo scuola diventa un elemento strategico per
intercettare i bisogni taciti dell’utenza, condizione necessaria per costruire scuole di qualità, secondo la
visione di Thomas J. Sergiovanni.

Un utilizzo innovativo delle risorse interne dell’organico di potenziamento e di quelle retribuite attraverso il
FIS (Fondo dell'Istituzione Scolastica) consente di arricchire ulteriormente l’offerta curriculare, valorizzando
le professionalità presenti nell’istituto, anche in ordini di scuola diversi. Docenti in organico dell’istituto
comprensivo della scuola secondaria di primo grado possono mettere a disposizione le proprie competenze
nella scuola primaria, riprendendo anche buone pratiche che hanno reso significativa l’esperienza educativa
nella scuola dell’infanzia e nel segmento 0-6, come quella di Reggio Children ispirata da Loris Malaguzzi.
Nell’ambito dell’ampliamento dell’offerta formativa in orario curriculare, la compresenza di esperti interni ed
esterni durante le lezioni ordinarie permette di realizzare attività coerenti con il curricolo d’istituto ma
qualitativamente più ricche. L’intervento di specialisti in ambito motorio e neuromotorio, artistico, letterario,
scientifico, musicale, linguistico e tecnologico rende l’apprendimento più concreto, coinvolgente e
significativo, producendo ricadute positive anche sulla motivazione e sulla professionalità dei docenti, grazie
a dinamiche di peer learning.

Autonomia, inclusione e qualità del tempo scuolaIl riferimento all’autonomia scolastica si intreccia con i principi
dell’inclusione e della personalizzazione degli 
apprendimenti, come richiamato dalla nota ministeriale n. 11431
 del 17 maggio 2018, “L’autonomia per una scuola inclusiva”, che valorizza l’Universal Learning Design. In questa
prospettiva, un uso più consapevole 
delle risorse disponibili consente di superare modelli di ampliamento dell’offerta
formativa esclusivamente 
extracurricolari, spesso poco efficaci nel contesto sociale contemporaneo.

La società attuale offre infatti numerose opportunità extrascolastiche per i bambini della scuola primaria,
rendendo meno attrattive le attività pomeridiane aggiuntive per chi non frequenta il tempo pieno. Risultano
invece più efficaci le azioni che arricchiscono il tempo scuola ordinario o che estendono in modo coerente le
attività delle classi a tempo pieno, anche attraverso un utilizzo innovativo delle risorse aggiuntive orientate a
migliorare la qualità del tempo scuola e non semplicemente a prolungarlo.
Una scuola primaria viva, ricca di attività significative, scelte dalle famiglie e dagli studenti, dotata di ambienti
di apprendimento stimolanti e di docenti motivati e supportati, con un tempo scuola equilibrato e ben
progettato, diventa un modello educativo efficace e attrattivo, orientato al successo formativo degli alunni
che saranno i cittadini consapevoli di domani.

Conclusioni
L’introduzione e la valorizzazione delle attività opzionali aggiuntive nel tempo scuola fino a 30 ore, già diffuse
in molte scuole italiane, rappresentano una scelta strategica per una scuola primaria capace di interpretare
pienamente il principio di autonomia e di rispondere ai bisogni educativi della contemporaneità.
Un’organizzazione flessibile del tempo scuola, fondata su solide basi pedagogiche e neuroscientifiche e su
un uso consapevole delle risorse professionali disponibili, consente di arricchire l’offerta formativa senza
appesantire i carichi degli studenti né gravare sulle famiglie.
In questa prospettiva, la scuola diventa un ambiente di apprendimento dinamico, inclusivo e motivante,
capace di personalizzare i percorsi, valorizzare i talenti e sostenere il successo formativo di tutti gli alunni.
Investire sulla qualità del tempo scuola ordinario, piuttosto che sulla sua mera estensione, significa restituire
centralità all’esperienza educativa e rafforzare il ruolo della scuola primaria come comunità educante, luogo
privilegiato di crescita, scoperta e costruzione del futuro dei cittadini di domani.

Castrovinci Bruno Lorenzo

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